Alberto, mio Angela.

Dammi tre parole: dorico, ionico, corinzio.

Ed io lo so che tra qualsiasi collarino, abaco ed echino di un capitello ci sei sempre tu, Alberto.

Le tue sopracciglia, che nell’atto espositivo si inarcano come volute, si spalancano con fiducia alla conoscenza. E le tue mani, in una continua danza aerea, corteggiano la Storia, la Scienza, l’Arte.

Eppure da questa nostalgica terra istroveneta al confine nordorientale della penisola italica, ho deciso di provare a conquistarti. Puro azzardo di follia di quell’Erasmo lì. Lo so.

Prima di iniziare però, vorrei farti una confessione in un totale atto di onestà intellettuale: in seconda superiore ho ricevuto un 6/7 nel compito in classe sugli alleli dominanti e recessivi di Mendel. Lo so, fa male. Ma te lo dovevo dire, perché non voglio ci siano segreti tra di noi.

Sei lontano Alberto, eppure così vicino alla mia ragion pratica. E anche a quella pura.

In questo mio improbabile tentativo romantico, dovrò giocoforza disturbare il buon Auguste Comte: diventerò così una positivista francese, che elimina ogni traccia di metafisica e si fonda esclusivamente sui dati dell’esperienza. Finalmente scoprirò le leggi che permettono di ricostruire la società, e per farlo, partirò proprio dalla nostra meravigliosa diade: “Alberto e Virginia”.

So bene che hai 17 anni più di me, ma d’altronde tu stesso ci hai dimostrato che l’amore per l’antica Roma va oltre il tempo depositato all’anagrafe comunale.

Poserò per te.

Se ti piacerà il mio profilo destro sarò la tua Cecilia Gallerani, la famosa dama con l’ermellino. Se invece preferirai quello sinistro, sarò la ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer. Come loro, ti guarderò sempre di traverso, fintantoché la mia cervicale ed i miei muscoli orbitali me lo permetteranno.

Io con te lo so, sarei “Serenissima” come quella Repubblica Marinara a te tanto cara. Con buona pace di Genova, Pisa e Amalfi.

A proposito, a Natale che fai? Ho trovato un’offerta on line per un ponte a Roma per quattro persone: tu, io, Carlo Magno e papa Leone III. Aperitivo e poi festa grande a casa di Jep Gambardella per il primo Imperatore del Sacro Romano Impero.

Pensa: mentre gli altri innamorati festeggeranno il 14 febbraio, noi potremmo celebrare San Carbonio-14. Per le idi di marzo invece a Maniago è in programma la mostra “Coltello in festa”. Ci andiamo assieme?

Ma l’amore, si sa, è fatto di elettricità e magnetismo. I conduttori (soprattutto televisivi) hanno l’ultimo orbitale semivuoto e ciò significa che l’energia di attrazione con il nucleo degli elettroni più esterni è bassa. Qui gli elettroni hanno margine di movimento verso gli altri materiali. Ebbene, io ho fiducia nella fisica, perciò resto nelle vicinanze e confido nella forza di attrazione che ti porterà inevitabilmente a me.

Saremo simili, ma squisitamente complementari: io diverrò lo “Sturm und drang” del tuo Illuminismo. E già lo so, che nel fraseggio di un endecasillabo dantesco, sarò la tua guelfa e tu il mio meraviglioso ghibellino. Ed intanto, immagino le nostre vacanze al mare: noi, stupende creature vitruviane, sul solenne bagnasciuga bizantino.

Oh Alberto, se è vero che il Dolce Stil Novo ha creato il mito della donna-angelo, io ora mi ritrovo ad osannare un uomo-Angela.  Così, te lo chiedo ufficialmente: vorresti essere il mio Beatricio?

Tu, che per me sei stato come la scoperta della penicillina o la firma di Roosvelt sul New Deal. Fa’ che questa lettera non rimanga un vuoto appello alla Soprintendenza per l’Archeologia,  le Belle Arti ed il Paesaggio.

Con immenso positivismo francese,

tua Virginia

Image: Picture from web – “Stanotte a Venezia”

9 pensieri su “Alberto, mio Angela.

  1. Ima ha detto:

    dareste figura a una bella diade…discussioni a non finire su AdenosinTriFosfato e Acido Desossiribonucleico…il sale della vita…

Cosa ne pensi?