Aula veneziana

A metà luglio ho fatto una cosa strana.

Ho preparato la valigia e da Trieste me ne sono andata a Venezia a frequentare un corso di scrittura creativa presso l’università Ca’ Foscari. Tre giorni pieni di mani sulle tempie ed inchiostro che scivola sulla pagina. Eravamo una trentina di appassionati, provenienti principalmente dal nord-est Italia, ma non sono mancate delle coraggiose presenze da Roma, Napoli e addirittura Potenza. 

Il cortile interno della Ca’ Foscari a San Sebastiano

La nostra docente, la scrittrice Antonella Cilento ha creato qualcosa di unico, e per questo la ringrazierò ogni giorno, fino al prossimo Natale. Oltre ad averci da subito accolti e raccolti, ognuno col suo personale sentore di cosa volesse dire “scrivere”, è riuscita ad accendere in noi delle scintille senza per questo farci bruciare a vuoto. Abbiamo infatti lavorato con cognizione e presenza di noi stessi e di ciò che vorremmo riuscire a trasmettere, esercitandoci a boicottare i freni e i revisori che spesso ci bloccano nella scrittura. All’inizio per me non è stato semplice. Io che sono una che quando si mette a scrivere, è convinta di fare un’opera di restauro seicentesco. Ma ci ho provato, e questo è già qualcosa. Perché questa esperienza mi ha offerto una visione nuova di ciò che ho dentro di me. Gli esercizi di scrittura sono stati crudeli, e per questo giusti. Da un concetto/pensiero-stimolo dovevamo infatti creare un racconto. Così, d’emblée. Ah, ovviamente avevamo un tempo prestabilito. 10, 20 o 30 minuti al massimo. Praticamente un suicidio letterario per me. Ma l’ho fatto. Ed è stato davvero bello.

Copio qui sotto un esercizio di scrittura che ho provato a realizzare: tra un centinaio di immagini sparse su un tavolo, dovevamo scegliere la foto di una persona che ci colpiva ed in base alla scelta del personaggio raffigurato, assumerne il punto di vista (io ho scelto l’immagine di copertina di questo articolo). Poi via, a raccontare. Ho preso la foto e mi sono seduta. L’ho guardata per 4 o 5 minuti, non lo so. Ne è uscita questa bozza, con la quale vi saluto e vi invito a tornare per aggiornamenti romanticoni… Fatemi sapere cosa ne pensate (nel bene ma soprattutto nel male!). Ciao!!!

ESERCIZIO N# 4

L’orologio della sala schiocca le dita: sono già le quattro.

Posso ben dire che da adesso è iniziato il mio “per sempre” senza di te. Sono affamata di vita e per questo ho deciso di godermi da subito i primi minuti dal nostro addio. Dieci anni fa avevo scelto te, perché mi avevi dedicato un’attesa che avrebbe convinto anche una donna antica e ricamata come mia madre. Oggi invece ti ho detto addio perché è giusto regalarsi la possibilità di essere felici, in un modo o nell’altro. Vorrei potermi addossare qualche colpa – di tradimento, nefandezza, illusione – tanto per non rischiare di rimanere impunita. Invece la mia faccia di oggi è semplicemente un volto che non ama più. Mi si è consumato l’amore addosso, e come un torrente in secca, mi sono ritrovata arida e poco umana. Scusami perciò, se non ti amo più. Mentre lo dico però, la vita già mi afferra per un braccio, e tutto ciò che voglio, non comprende più te.

Non amo un altro, e non ho bisogno di un uomo.

Questa è forse la più grande colpa che mi addosserebbe quel soprammobile di mio padre, se ora fosse in questa stanza e mi vedesse così sollevata nel licenziare un sentimento che lui, un decennio fa, aveva legittimato con quella stretta di mano tra uomini. Non ci sei più dentro di me, ed io non sono mai stata più colma di così. Amo questo tempo che rintocca gentile e pacifico nella mia nuova libertà. Sono un ostaggio liberato da me stessa e per questo accetto tutto quello che ne verrà. Ho la grinta di una bambina che ha appena imparato a dire il proprio nome e per questo lo ripete all’infinito. […tempo esaurito!!!]


P.s. Un ringraziamento speciale a:

  • Lisa per avermi sopportato per quattro interminabili giorni: scusa se ti ho fracassato l’anta dell’armadio.

  • Pier per essermi venuto a recuperare fuori dall’Università nonostante l’afa, il vaporetto e i turisti cinesi.

  • Tutte le belle persone che ho conosciuto in aula e soprattutto fuori. Grazie davvero!

8 pensieri su “Aula veneziana

    • nonostantemeblog ha detto:

      Ciao Aurore! Quanto hai ragione… sto vivendo un’estate sana e felice… lo so, non è una giustificazione, ma mi stanno succedendo un sacco di cose belle. Ti devo davvero raccontare 😀

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