…Giacomo chi? #4

Riassunto della puntata precedente: quando decidi di scrivere un messaggio ad un numero di telefono trovato su un romanzo di seconda mano, ci sono due possibili conseguenze. O quel qualcuno ti ignora. O quel qualcuno ti risponde. Questa è la storia di una risposta.


È trascorsa una settimana da quando ci siamo inciampati addosso.

Giacomo ha accolto il mio azzardo, e oggi posso finalmente complimentarmi anch’io con me stessa. Per aver fatto una cosa assurda, fuori dal perimetro delle mie consuetudini e delle mie certezze. Mi sono piaciuta. E mi piace scrivermi con lui.

La cosa bella dell’epoca dei cellulari, è che puoi vivere una fiaba in differita senza il timore che arrivi la strega nera con la mela. Male che vada, lui scomparirà di colpo un mercoledì pomeriggio e megicabula tutto tornerà come prima.

Invece no. Giacomo c’è, eccome.

Alla mattina mi manda dei buongiorno freschi, sempre diversi. Ieri ad esempio ha scritto “Hi!” con i cucchiaini di plastica del caffè. Dall’immagine ho intuito che sotto c’era un piano d’appoggio blu. Ho iniziato così a fantasticare sui luoghi che frequenta. Il giorno prima invece mi ha mandato la foto di un “Come stai?” scritto su un vetro appannato. È mezzo artista e mezzo igienista dentale. È di Calderara di Reno, un paese in provincia di Bologna e ha quattro anni più di me.

Nemmeno al “Gioco delle coppie” sarei riuscita ad essere così precisa nei parametri.

Non lo nego, ci ho fatto un pensiero. Anzi, due. Ma con lui è facile. Non ci scriviamo di continuo, ma quando ci facciamo sentire, siamo molto presenti, soprattutto nelle domande importanti, Oppure in quelle sceme. Ad esempio il primo giorno gli ho chiesto se avesse idea del perché il suo numero fosse finito sopra quel libro di Nabokov. Mi ha risposto così:

– Ho due spiegazioni plausibili. O è opera della mia trasgressiva nonna materna triestina che si spara romanzi peccaminosi in quel vostro storico stabilimento balneare diviso tra uomini e donne… oppure sono un gigolò a buon mercato, visto che alle mie clienti è sufficiente vendere dei libri per pagarmi. In entrambi i casi valuterei seriamente se continuare a scrivere ad uno così.

Mi piace. Perchè è lontano da tutte quelle logiche banali e collaudate del “Cosa fai nella vita” oppure “Ti piace il cinema d’essai?”. Chissà com’è l’accento di quelle parole scritte.

È altrettanto sfizioso porgli domande inutili. Sono gavettoni di acqua gelida o bollente, in un gioco estivo tutto nostro. Nessuna logica, ma tanta, tanta voglia di sapere. Capisco dalla rapidità con cui mi risponde, che apprezza i miei quesiti che deflagrano come mortaretti. E allora partiamo da seduti, ma con la nostra migliore rincorsa nella testa.

– …Suoneria del tuo telefono?

– “Mana-mana” dei Muppet-Show. Tu invece che proponi?

– “In ginocchio da te” di Gianni Morandi.

– Nostalgica.

– No, ho solamente il “Dai che ce la fai!” dentro. Prima ingiustizia infantile?

– Mio padre che a 5 anni mi lancia dalla barca a remi in mare, per insegnarmi a nuotare. Sono quasi annegato. In compenso ho imparato al volo cosa vuol dire il termine “sopraffazione”. E che davvero “uno su mille ce la fa” (non io, non lì).

– Ti capisco. Io cerco ancora di stare a galla. In tutti i sensi.

– A chi lo dici. Ma adesso non temo più di essere sopraffatto.

– Segno zodiacale (domanda traccobbetto)?

– Non credo a quella roba (non ci casco!).

– Bravo. Numero di scarpe?

– 44 (o volevi sapere quante scarpe ho?). Comunque il tuo numero non te lo chiedo perché se no retrocedo per scarsità di cavalleria.

– Comico preferito? Io Eddie Murphy e Claudio Bisio.

– Aldo Fabrizi ft. Sora Lella. E poi Troisi.

– Buoni gusti. Bravo.

– Grazie 😉

Oramai sono telematicamente screanzata. Sto pedalando. Non mi fermo. E confido nell’ottimismo di Gianni Morandi.

– Sposato? Fidanzato? Friendzonato? Amante di qualcuno?

– 1) Una volta. 2) No 3) Chi non è stato friendzonato? 4) Non mi risulta

– 1) E ora?

– Ora non più. E tu fanciulla, sei in qualche modo impegnata?

– Non mi risulta.

– Eh eh

– Chettiridi.

– Niente, pensavo ad una cosa.

Gianni, aiutami tu.

Images: Pixabay –  Muppet show

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