Kiss, first. #1

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Story’s soundtrack!

Questo liceo è troppo liceo. I ragazzi lo capiscono da tutte queste scritte sui muri e da quella scalinata che ti inghiotte in un cassetto di parole vuote e professori che hanno smarrito sé stessi prima ancora della loro professione. Anna arriva, come ogni mattina con la metro. Un viaggio muto in cui tutti i passeggeri abbracciano loro malgrado le loro solitudini; una piccola comunità di naufraghi di se stessi dove le parole si smarriscono nei percorsi di apnea mattutina. È l’ultima settimana di scuola prima delle vacanze di Natale e la voglia di casa e libertà la senti ad ogni libro che si chiude al termine di una lezione. Matteo è già lì, nell’arteria sociale di eccellenza, il cerchio di quelli ammirati da lontano. Lui, tanto popolare per i suoi coetanei, quanto detestato dalla compagine di docenti deboli e frustrati. Il classico adolescente con sguardo scellerato e frasario da adulto, che ti mette in crisi anche nelle tue certezze di laureato degli anni ’90. Anna è già in prossimità del cancello e pilota di buon passo la sua esclusione da quella élite di sguardi accesi e sigarette spente. Quell’insolenza di ragazzo è un dolce ricordo della sua infanzia che si proietta ogni mattina con affetto e un po’ di malinconia. Loro due, ancora una volta nella stessa classe, ma oramai con traiettorie di vita completamente differenti, che non si incrociano, nè si cercano. Filippo invece è un’occhiata azzurra in un mattino d’inverno. Arriva sempre all’ultimo minuto. Cammina nella sua storia personale e passo dopo passo scopre che ne sarà della sua vita.

A scuola tutti sanno bene che nel mese di dicembre prima sorge la campanella e poi squilla il sole. Ed in quel breve fruscio d’inverno, i capelli di questi giovani uomini e giovani donne ondeggeranno in questa moderna trincea, dove l’aria si frantuma dal freddo. Ma c’è Carolina. L’amica del cuore. Dei polmoni. E di tutti gli altri organi vitali di Anna. Sa tutto di lei, anche quello che non le ha mai detto. È già in classe, seduta sul suo banco quale conclamato gesto di insubordinazione all’autorità. Il suo viso è un ghirigoro di lentiggini deliziose e spudorate.

– Tu non sai!

– Buongiorno…

– Buongiorno un cavolo! – Carolina sa sempre come metterti a tuo agio, già alle otto di mattina. Ti puoi aspettare le peggio cose e infatti va così.

– Oggi ci sarà il compito a sorpresa di latino!

Ci vuole un attimo per accogliere la lieta novella e adeguarci l’espressione del viso.

– Scusa…ma se è a sorpresa, come fai a saperlo?

– Perché l’ho scoperta io la sorpresa, genio! Ho visto in bidelleria il mucchio di fotocopie con la versione commissionata dalla strega.

– Magari non erano per noi.

– Troppo tardi, ho già sparso la notizia e il panico annesso. Adesso non posso ritrattare, che figura ci farei? Potrei non risultare più attendibile.

– Ecco l’ennesima puntata di “Congetture before Christmas”… quindi per salvarti la faccia devo sperare che oggi ci capiti questa disgrazia?

– Esatto. E vedi di impegnarti. – Carolina è un bocciolo rosso carico di assurdo. Ma senza di lei, Anna vedrebbe il mondo a rovescio. E allora le sarà amica fino in fondo, anche nella cattiva sorte.

– Mi sento come quando da piccola mia mamma mi diceva che le verdure cotte erano deliziose. Cercherò di convincermi.

E in quell’istante entra lui. Lui che non c’entra niente con quell’amico frikkettone che smania per ricevere la sua approvazione. La malinconia di questa mattina si posa su quei capelli neri e su quel sorriso riservato e sexy, che negli anni si è affilato e ti ferisce anche quando non vuole. Anna guarda Carolina, ma vede Matteo. Copre la sua intenzionalità con un’idea nata sul momento, certa che lui sarà concentrato su altre parole e altri volti. Eppure in un istante invisibile al mondo, Matteo sfiora con lo sguardo la sagoma di Anna e quel tocco le scompiglia le parole e i pensieri. Quel sorriso si prolunga in lei e le entra nel cuore come la scheggia di un ramo: piccola, invisibile, ma presente. Quel magnifico dolore rimane lì, a farle compagnia. La notizia del compito in classe con carta da regalo arriva anche a quel sorriso. Entra la strega. Silenzio da pre-rigore ai mondiali.

– Ragazzi, mettete via tutti i libri e prendete il dizionario sotto il banco. Compito in classe.

La prof. ha centrato il rigore. Carolina sospira, ma non sa perchè. Ed ecco esordire dalla curva il suo avversario:

– Grazie prof. e buon Natale anche alla Sua famiglia. Se ne ha una! – Qualsiasi cosa Matteo dica, la classe ne approva il senso. Lui è la frase insolente che galleggia nelle teste di tutti.

Nel frattempo Filippo al piano di sopra si scansa dal banco e da se stesso. Nella sua classe, la V liceo, non c’è ragazza che non abbia fatto un pensiero impuro su di lui. Capelli biondi scompigliati ad arte dal solstizio d’inverno e un fisico che segue linee armoniose disegnate da un decennio di canottaggio. Lui sente quegli sguardi addosso. Ma scrolla le sue spalle morbide e solide e l’onda travolge inevitabilmente chi gli sta accanto. Lui che finora le ragazze le ha amate in silenzio, senza corteggiamento, senza una frase che l’indomani contenesse un “noi”. Filippo attende minuto dopo minuto questo ultimo anno di scuola prima dell’inizio della vita. E non sa che in realtà è la vita che sta attendendo lui.

Image: Pixabay

Song: Stars – The Cranberries

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