Anestesia

di Anonimo

Ero dentro ad un locale più o meno sobrio, a parlare del più o del meno con degli amici, circondati da prostitute e donne messe lì a caso ed in cerca di uno sguardo di qualche cliente ubriaco. Mi trovavo in un mondo che non era mio o in qualche modo cercavo di non farmi piacere. Cercavo in qualsiasi modo di estraniarmi da quel mondo di alcolizzati, diversi da me. Alcolizzati in cerca di un piacere facile trovato per caso. Ma ero lì, mio malgrado, nel buio dell’angolo con il fare del timido ubriacone. Cercavo anche io uno sguardo facile, un sorriso a buon mercato. Ne trovai tanti, ma la voglia di mettermi a giocare con dei sorrisi anestetici non era quella che cercavo quella sera. Strano da parte mia: ormai di quei falsi sorrisi stereotipati e ubriachezza del venerdì ne avevo visti a migliaia. Avevo solo bisogno di un sorriso complice, di un sorriso che mi portasse a mattina dicendomi solamente IO… IO CI SONO.


Quando è un uomo a raccontarsi, lo capisci subito. Il monitor sbanda e si cricca. Al di là delle ovvie desinenze di genere, capisci che a scrivere è un maschio perché gli uomini sono ruvidi. Ma in ogni spazio bianco tra una parola e l’altra sono veri. Adoro “leggere” gli uomini. E non c’è niente di freudiano in questo. Semplicemente più ho modo di parlare in maniera intelligente con loro, più capisco tutti gli errori che ho commesso nel passato. Perché l’uomo che ti dice una cosa negativa, ha già fatto i conti con se stesso ed ora è pronto a farli anche con te. Sa che sarà una stretta di mano amara ed ostile, ma lo farà lo stesso. Questi sono gli uomini che apprezzo. Quelli da cui ho sempre qualcosa da imparare.

Avete un Amore catturato, mancato, sognato da condividere? Siete nel posto giusto. Mal che vada troverete il conforto di un’anima in pen(n)a come la sottoscritta. Inviate il vostro manoscritto digitale a: virginia@nonostanteme.com

Image: Pixabay

 

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