Altalena leggera

Lo credevo altamente improbabile, invece ho smesso di amarti.
Ho accarezzato il tuo ricordo con la mente per mesi.
Ti ho nominato innumerevoli volte con le persone che sapevo mi avrebbero potuta capire, senza mandarmi direttamente a quel paese, senza passare dal… VIA!
Anche il T9 del mio cellulare oramai, in ogni sms, mi suggeriva ignorantemente il tuo nome e questa cosa -ad oggi- mi sembra decisamente allarmante.
Ma poi, una domenica mattina qualunque, è successo.
Penso sia accaduto mentre ero seduta sul divano e sfioravo in stato confusionale, le geometrie floreali di un lenzuolo appoggiato distrattamente su un cuscino. Forse dalla posizione che avevo, mi si era pure addormentata una gamba: emblematico segnale del morbo d’amore appassito.
D’un tratto non ti amavo più e non sapevo cosa farmene di un pensiero vuoto su di te.
Ero all’improvviso libera, con la chiave della cella nelle mani: mi sentivo come una girandola che freme al primo tiepido vento d’aprile, come una tenda leggera che prende la rincorsa e altalena allegra fuori dalla finestra lasciata aperta.
Non c’eri più e -fatto ancora più scandaloso- ero io che non ti desideravo più. Credo che questa “cosa” sia successa perchè hai deliberatamente lasciato scorrere i miei momenti d’amore migliori…e si sa che la vita non concede repliche. Ogni giorno, ogni istante della nostra esistenza è unico e non è previsto il bis: quindi chi non sa riconoscere ed apprezzare una bella fiorentina, allora è giusto che si orienti verso le scatolette Simmenthal.

Image: Pixabay

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