Rose rosse

Lui era l’uomo delle rose.

Nei ristoranti seguiva anse di fiumi immaginari tra tavoli e divanetti. Il suo volto color cioccolata puntualmente sbocciava dietro cento steli lunghi e rossi. 

Chi meglio di lui conosceva bene le coppie e i loro modi di stare seduti al tavolo? Da una sola occhiata capiva dove c’era margine di vendita e dove invece non serviva sprecare un passo.

Su quanti innamorati aveva preso la mira. Ma il più delle volte gli affari non andavano granchè bene. Si sa che oggi, le rose rosse non le vuole più nemmeno Massimo Ranieri.

L’uomo delle rose conosceva le varie tipologie di innamorati. Era stata la selezione naturale (nonché commerciale) a donargli questa attitudine.

Riconosceva così al volo la coppia di innamorati freschi: due o tre mesi di relazione al massimo, compresa la prima limonata in macchina dopo quella cena in pizzeria da Gino. Lei aveva sul viso la gioia di chi crede di aver fatto bingo con una cartella sola e lui sembrava uno di quegli uomini che non sta pescando più dal sacchetto perché l’emozione di avere una donna accanto gli ha fatto rovesciare tutti i numeri a terra. Probabilità di vendita: alte. 

La coppia infeltrita – invece – l’uomo delle rose la individuava al momento dell’ordinazione. L’interazione con la cameriera illuminava ingiustificatamente i loro volti, che puntualmente si rabbuiavano quando l’inserviente terminava di scrivere. Allora i rispettivi cellulari provvedevano ad intrattenerli in quella serata tutta loro. Probabilità di vendita: basse, ma con riserva. Il salvataggio dalla noia valeva almeno un tentativo di irruzione.

Poi c’era la coppia con adulterio in atto. Lui indossava un golfino verde con le maniche arrotolate. Il suo cellulare si era nascosto nella tasca della giacca ed era ostaggio di una vibrazione continua. La sua amante aveva 17 anni meno di lui e si era appena laureata. La moglie invece gli sedeva di fronte. In mezzo a loro, le gambette allegre del loro bambino. Lei gli tagliava la carne a pezzetti e più incideva quella fettina, più quel telefono si agitava al buio. Probabilità di vendita: variabile, a seconda del senso di colpa.

L’uomo delle rose faceva il suo giro e come ogni sera, alla fine, tornava a casa.

Ma dove abitava? Com’era la sua casa? C’era forse qualcuno ad aspettarlo?

A volte sembrava che anche le rose gli ponessero queste domande.

Ma ogni notte, a fine turno, quell’omino tondo e dal viso di cioccolata si sedeva sul gradino di una fontana ormai in secca da anni. Appoggiava allora i fiori sulla pietra fredda e fischiettava il ritornello di una canzone sconosciuta. Poi osservava le stelle che gli erano rimaste in cielo.

Song: Rose rosse – Massimo Ranieri

Images: Pixabay

 

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