Full obsession in Toscana

2 Set 2018 | Mena-boh

La mia prima full immersion di scrittura toscana è terminata ieri al binario 3.

Giorni difficili e avanguardisti allo stesso tempo. Eravamo 44 gatti a Baratti, donne e uomini provenienti da varie zone d’Italia. E Roma la sentivi un po’ ovunque. Mi piaceva.

Da triestina abbonata all’Adriatico, ho apprezzato anche il mar Tirreno.

Penso sia stato merito dell’entusiasmo verso il nuovo, se è stato facile fare il primo tuffo. Ciabatte disarcionate accanto all’asciugamano, passi audaci verso la linea di contatto con l’acqua. Poche bracciate, il senso pieno di sé. Una volta che la spiaggia era alle mie spalle però, mi sono accorta che ho iniziato ad annaspare. Imbarcavo acqua un po’ da tutte le parti. Non sapevo più nuotare. È stato progressivo, inesorabile. Martedì verso l’ora di pranzo ero quasi completamente sotto.

Per la prima volta, ho realizzato che quello che dovevo scrivere non ero io. E da lì sono iniziate le rogne.

Quella in Toscana doveva essere una full immersion nella scrittura. E siccome la scrittura da sempre coincide con me stessa ed i problemi sulla mia esistenza, le due cose hanno iniziato a molestarsi a vicenda. C’ero io là in mezzo che bevevo l’acqua e sputavo. E poi bevevo ancora.

Poi l’onda mi ha dato una tregua. Una voce occhialuta proveniente al di là delle boe mi ha urlato “…e poi?”.

“E poi che?”, ho pensato io, piena d’acqua e vuota d’ossigeno.

Io vivo il presente, che tra l’altro mi dà già i suoi problemi. Come posso dedicare le mie energie ad un futuro che – arrivati a questo punto – probabilmente non scriverò?

Lì per lì non l’ho colto. Ma “POI” ho capito una cosa. Che non riuscivo a nuotare perché molto probabilmente io stessa volevo essere un’altra cosa. Una cosa nuova. E volevo far morire quello che avevo scritto fino ad allora. L’annegamento poteva essere un incidente valido. Ero diventata l’aguzzina della mia prosa e della mia sintassi.

Tutto questo tormento è stato intervallato da pause tra praterelli all’inglese e goliardiche cene con i miei compagni. Non l’ho ancora completamente risolto, e credo ci vorrà ancora qualche migliaio di pagine di qualcosa. Tanto vale, ormai ci sono dentro.

Non ho la soluzione tra queste righe e non credo nemmeno sia onesto avere a tutti i costi un lieto fine. Et voilà, ecco aria nuova dalla finestra.

Quindi ora passo a voi (esiste una narrazione in seconda persona plurale? Vabeh, io la faccio lo stesso), per dirvi il mio grazie.

Grazie per esserci stati. Perché se ho imparato tanto è stato soprattutto grazie a voi, che avete scritto e letto ciò che sentivate e ciò di cui avevate bisogno. E poi ho imparato da quello che mi avete detto e anche da quello che in certi momenti avete taciuto.

Grazie quindi a Natalia, Serena, Claudia. Grazie al Granaio 15 e a quel tavolo con le chiavi addosso. A quel divano stropicciato, più dalle nostre domande che dai nostri sederi.

E poi grazie a Dunia, Giorgia, Paolo C., Serena-Brunori, Susanna, Paolo B., Lidia, Luca, Prita, Maria, Monica, Sabina, Grazia, Silvia, Federica. Tutti diversi, tutti importanti.

E anche se non eravamo nella stessa classe (del tutto irrilevante), grazie ad Emanuela, Laura, Maria Giulia, Giangiacomo, Erica, Giada, Valentina, Anna, Amedea…e a tutti gli altri.

Naturalmente non posso non ringraziare i miei maestri, quelli che da oltre la boa mi urlavano le domande giuste da farmi. Quindi grazie a Metallo. E ad Alice, Lucia e Luigi.

Ora ho davvero finito.

Vado a lapidare i miei eroi.

Virginia

0 Comments

E tu cosa ne pensi?

Potresti Amare Anche Questi

NATALE ROMANTICO

NATALE ROMANTICO

Ciao a tutti romantici, vi scrivo al volo per farvi gli auguri "per le feste". Mi raccomando, non mollate nemmeno sotto l'albero, che la vita è un gran bel posto anche per noi. Noi, che crediamo ancora nelle storie belle. Tanti auguri! Virginia

ANIME SORELLE (MA NON GEMELLE)

ANIME SORELLE (MA NON GEMELLE)

TEMPO DI LETTURA: 2 MINUTI Le anime sorelle funzionano perché non sono gemelle. Infatti anziché essere speculari sono complementari. Sono maschio/femmina, fanno "play" poi "pausa", diventano lingua e poi gelato. Le anime sorelle non chiedono, ma danno le risposte...

UN LUSTRO DI “NONOSTANTE ME”!

UN LUSTRO DI “NONOSTANTE ME”!

Oggi questo blog compie cinque anni. Il primo articolo l’ho pubblicato il 16 dicembre 2016. Nel 2016 non so nemmeno che persona ero. Anzi forse lo so: ero una donna spaventata dalla vita. Dagli uomini. Dalle relazioni. Ma quando tutta la casa crolla, non hai più...

Pin It on Pinterest

Share This