NOI

Oggi sulla pagina Facebook di “Nonostante me” una ragazza ha raccontato in poche, bellissime parole, la sua scelta d’Amore. Mi ha letteralmente catturata. Così le ho chiesto se avesse avuto voglia di condividere la sua emozione di vita sul blog. Ha detto subito di sì, e per questo la ringrazio ancora.

Carla ha seguito il suo istinto, il suo cuore e il suo desiderio… ed è stato subito “sentirsi a casa”.

E voi? Avete mai fatto scelte importanti per Amore?

P.S. Sì, in copertina sono proprio loro! 😀


2016 divorzio. Affitto la mia prima casa.  Non perché fosse la prima, ma perché era la prima solo per me. Niente conviventi,  niente coinquilini. Ho dormito 2 settimane su un materassone gonfiabile. Lo adoravo. Ero intenzionata a darmi tutto quello che mi ero fatta mancare aspettandomelo da un “principe azzurro” qualunque. Balli sfrenati in pigiama, cene a lume di candela sul tappeto del salotto, incensi ovunque, cuscini per terra, cibo spazzatura TUTTO MIO. Decido di farmi un regalo di compleanno straordinario, mi sarei lanciata col paracadute. La sera prima un’amica mi invita a un motoraduno di harleysti.  Mi diverto da impazzire e mi lascio andare come se la mattina dopo non dovessi lanciarmi da un aereoplano. E infatti la mattina dopo pioveva e salta tutto. Inizio a cercare allora il modo di diventare “zavorrina” di qualche motociclista “brutto e cattivo “. La mattina del 23 ottobre trovo un gruppo facebook sull’argomento,  scrivo un post, mi rispondono in tantissimi facendo a gara a chi è il più bravo e preparato. E poi scrive lui… faccia da “brutto e cattivo “. Parole da cuore buono. Iniziamo a scriverci prima su Messenger poi su WhatsApp.  Iniziamo a raccontarci,  come vecchi amici ci confidiamo sogni,  speranze, ferite. Ci raccontiamo i passati amorosi disastrosi e ci auguriamo un futuro migliore. Non siamo un uomo e una donna, siamo due esseri umani stanchi di un mondo troppo duro e feroce. Ci apriamo l’un l’altro come due conterranei che s’incontrano in terra straniera, felici di poter parlare la propria lingua d’origine. La sua voce al telefono la prima volta è stata miele caldo sul cuore. Niente batticuore, niente fiato corto, niente pelle d’oca.  Solo una profonda sensazione di essere finalmente a casa. Solo che lui abita a 300km da me. Mi invita per quel fine settimana a un motoraduno nel suo paese. Mi dice di una ragazza delle mie parti che ci sarebbe andata. Ed ecco il mio lancio col paracadute.  Il sabato stacco da lavoro alle 16 faccio 50km, raggiungo la ragazza sconosciuta e partiamo per andare a un motoraduno di sconosciuti a 300km di distanza. Avremmo poi dormito in un b&b e saremmo ripartite la mattina dopo. Ma in fin dei conti non stavo accettando caramelle dagli estranei quindi niente di male. O no?! Ecco durante il viaggio ho ringraziato Dio che lei fosse logorroica o le seghe mentali mi avrebbero uccisa. Quando siamo arrivate al punto d’incontro prestabilito non volevo scendere dalla macchina. Volevo che quel momento durasse all’infinito.  Poi sono scesa. L’ho visto.  Eravamo imbarazzati. Ma non troppo. Era con alcuni amici. Decidiamo di andare tutti a mangiare una pizza prima della festa degli harleysti. Seduti vicini. Coscia contro coscia. Un attimo dopo gli stavo facendo le trecce al lungo pizzetto. Un’ora dopo alla festa, mi ha baciato. I due anni successivi ci siamo visti tutti i fine settimana. Quattro mesi fa mi sono trasferita da lui. Tra una settimana saranno 3 anni. 3 anni da quella festa, da quel viaggio assurdo.  Non sono stati 3 anni semplici.  Soprattutto per lui.  Troppo ferita e spaventata e sospettosa avevo reazioni esagerate. E lui ha avuto la pazienza di aspettare che mi calmassi.  Mi ha aperto il suo cuore, la sua casa, il suo telefono finché mi sono stancata di cercare segreti e lati oscuri che non ha. Ha iniziato ad emergere la vera me, quella che neanche io conoscevo perché troppo spaventata dal mondo. Qui viviamo nei boschi,  sforno torte e pane casalingo. Faccio il sapone e i detersivi in modo ecologico ed economico. E porto avanti la mia carriera sportiva. E quando la sera lui torna a casa io lo guardo come quella prima volta. Perché l’amore non è batticuore. Non è lunghi sospiri. L’amore è casa. Serenità. Speranza e progetti. Insieme. Come una squadra. Non a guardarsi appassionatamente negli occhi ma guardando entrambi avanti verso l’obiettivo comune. Una famiglia. Una mia allieva una volta mi disse “sei coraggiosa, nonostante tutto quello che hai passato credi ancora nell’amore “. È vero. Ci ho sempre creduto, e non mi sono fermata finché non l’ho incontrato prima dentro di me, e poi l’ho riconosciuto in un paio di bellissimi occhi marroni. Con la barba.
Carla Charlie

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