Tempus fugit

Quando la incontrai rimasi affascinato dalla sua bellezza.

Occhi chiari, folti capelli biondi, labbra carnose e uno splendido sorriso che donava a quel volto angelico un’aura eterea. Iniziammo a frequentarci da semplici amici, ma cena dopo cena, passeggiata dopo passeggiata le cose cambiarono… ci raccontammo senza filtri, con sincera spontaneità e conoscendoci sempre meglio entrammo in sintonia. Quando per la prima volta facemmo l’amore a casa sua rimanemmo abbracciati sul letto tutta la notte. All’inizio ebbi timore, ma con il passare delle settimane mi lasciai andare perché i suoi gesti e le sue parole mi suggerirono che di lei avrei potuto fidarmi.

Invece proprio quando le mie difese si abbassarono, improvvisamente senza che nulla di anomalo fosse avvenuto, decise di chiudere. Asserendo che sin dall’adolescenza quando le cose si fanno “serie” lei fugge, mi eliminò senza scrupoli, in maniera cinica, fredda e distaccata come se fosse un robot. Rimasi allibito.

Qualche giorno più tardi le scrissi una lettera, con la quale in modo assertivo mi sfogai facendole capire cose stessi provando. Gliela consegnai brevi manu e l’indomani mi inviò un messaggio sul cellulare affermando che avevo fatto considerazioni molto importanti e che non appena le avrebbe elaborate ne avremmo parlato. Passarono i giorni e le scuse per evitare il confronto si susseguirono. Alla fine, stufo di aspettare, andai sotto casa sua per prendere le cose che avevo lasciato nel suo appartamento la sera che decise di rompere; quando giunse nell’atrio del condominio, uscì dal portone, si avvicinò, mi consegnò la mia roba e sorridendo nervosamente iniziò a parlare del più e del meno come se tra noi non ci fosse alcunché in sospeso.
Quando capii che non avrebbe avuto la coerenza e la dignità di affrontare certi discorsi tagliai corto, la salutai e fu così che il nostro rapportò terminò. A quarant’anni suonati una donna più grande mi aveva sedotto, illuso e scaricato pur sapendo quale fosse la mia storia e avendo capito che tipo di uomo fossi. Strana età i quarant’anni per un homo sapiens di genere maschile di inizio terzo millennio…
Se aspiri ad avere un rapporto stabile sei troppo “vecchio” e impegnativo per le trentenni le quali, il più delle volte, pensano a divertirsi magari sognando di fare carriera in qualche ambito professionale che nemmeno loro conoscono, ma purtroppo è altrettanto vero che le coetanee sono ormai “sistemate” e che quelle che non lo sono risultano essere provate da rapporti finiti male e quindi assai diffidenti e alle volte persino acide. E poi ci sono le ultra quarantenni, come colei che ha ispirato queste parole, spesso con figli e con un matrimonio fallito alle spalle, che dall’alto della loro esperienza sanno ammaliarti facendoti credere di essere importante, ma che in realtà vogliono solo divertirsi proprio come le trentenni. È un bel casino per il maschio quarantenne vecchia maniera…
E pensare che ero uscito dai miei soliti schemi sperando che una donna più matura di qualche anno avrebbe potuto appagarmi sotto ogni aspetto, compreso quello emotivo e invece… mi sono beccato l’ennesima batosta! Mi domando se davvero una donna possa essere tanto condizionata dalla propria adolescenza al punto da diventare subdola e manipolatrice o forse semplicemente vittima delle proprie fobie, ma forse certe domande è inutile porsele.
Ognuno di noi dovrebbe affrontare i propri demoni e specialmente a una certa età bisognerebbe avere rispetto per l’emotività altrui e agire quindi con leale trasparenza, ma è solo il pensiero di un uomo ingenuamente coraggioso che, pur avendo sperimentato quanto possa essere doloroso mettersi in gioco, continua a vivere con entusiasmo nonostante le tante delusioni, convinto di poter trovare una compagna degna di essere definita tale. Tempus fugit…

Anonimo

Images: Pixabay


È bello ascoltare un uomo che parla del suo amore. Anche se il finale non è quello “da fiaba”, c’è comunque una bella melodia di sottofondo alle parole. A me piace. Perchè credo che il coraggio di amare, valga sempre qualsiasi risultato. Alla prossima!

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